Da qualche anno la EFF (Electronic Frontier Foundation) sta indagando su un protocollo segreto stipulato tra i servizi di sicurezza americani e i produttori di stampanti. In seguito a questo accordo, una buona parte delle stampanti laser a colori include oggi una funzionalità non documentata. In ciascuna stampa effettuata dall’utente il dispositivo imprime sul foglio un minuscolo marchio, invisibile a occhio nudo. La stampante Xerox DocuColor, ad esempio, inserisce in tutte le pagine una serie di puntini gialli, misteriosamente ordinati in griglie. I ricercatori della EFF sono riusciti a decifrare le informazioni contenute in questa particolare codifica. Chi ha una DocuColor può munirsi di lente di ingrandimento, visitare il sito della EFF e constatare che su ciascun foglio uscito dalla stampante sta scritto, giallo su bianco, il numero di serie del dispositivo, e la data ed ora della stampa. Se avete effettuato l’acquisto con una carta di credito, il vostro nome potrebbe essere a una query di distanza dal foglio.
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Il confine tra il Messico e gli Stati Uniti è uno dei posti più pericolosi al mondo da attraversare. Oltre alla geografia vertiginosa, le scelte politiche dei due governi hanno reso la frontiera un luogo di morte. Per gli innumerevoli “clandestini” che affrontano ogni anno il deserto nel tentativo di raggiungere gli USA, la possibilità di perdere l’orientamento è sempre in agguato. Se il controllo dispone di sofisticate tecnologie satellitari in grado di rilevare a distanza il movimento delle masse di corpi in viaggio verso nord, il malcapitato migrante messicano è spesso solo con le stelle. A mitigare la situazione ci pensa “Transborder Immigrant Tool”, un applicativo gps per cellulari che mette a disposizione dei coyotes una mappa interattiva dell’area, fornendo indicazioni sui sentieri più sicuri da seguire per arrivare sani e salvi negli Stati Uniti. Basato sul software per escursionisti “Virtual Hiker”, il T.I.T. aggiunge specifici layer informativi individuando sorgenti d’acqua, posti di blocco, e le strade più vicine.
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La stampa tridimensionale è una realtà da almeno un decennio. Utilizzata soprattutto nell’ambito della produzione industriale, la stereolitografia permette di costruire in modo del tutto automatizzato oggetti fisici tridimensionali a partire da un progetto digitale realizzato al calcolatore. L’ingegnere Enrico Dini ha avuto l’ambiziosa idea di portare questa tecnica nell’architettura, realizzando un incrocio tra una tipografia e un cantiere edile. Il suo prototipo, attualmente ospitato presso un capannone di sua proprietà in Toscana, usa sabbia e colla al posto di carta e inchiostro per stampare sculture, costruzioni e persino edifici. La visione di Dini ha il sapore della meraviglia: un intero palazzo tirato su esclusivamente da una macchina, premendo qualche tasto su un terminale. Sostituendosi a decine di braccia, il tipocantiere renderebbe di colpo possibile la costruzione in sicurezza di edifici in ambienti ostili all’uomo, compresi la luna e il pianeta terra.
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Nel 1965 Gordon Moore, futuro fondatore di Intel, enunciò la sua famosa legge empirica: “Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi”. Non è chiaro se si sia trattato di una profezia o di un progetto di mercato che avrebbe dato il via alla corsa alle prestazioni dei calcolatori elettronici. Una cosa però è certa: 45 anni dopo, la legge di Moore è sempre meno valida. Beagleboard è un nuovo computer che fornisce prestazioni paragonabili ai desktop di 5 o 6 anni fa in 3 pollici di grandezza e in 2 (due) Watt di consumo energetico. Nato come un esperimento di un gruppo di ricercatori della Texas Instruments, Beagleboard potrebbe essere la base per la prossima generazione di netbook. Con un ingombro estremamente ridotto, batterie che durano settimane, e un minuscolo proiettore come schermo, potremo scrivere, navigare in rete, ascoltare musica e guardare filmati… proprio come 5 o 6 anni fa.
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Il termine “Web Crawler” (o “Bot”) indica la componente dei motori di ricerca che ha il compito di scansionare le pagine web sulla Rete, riportandone i contenuti per l’indicizzazione. Wael Chatila ha portato questo concetto letteralmente tra le mura domestiche, innestando un minuscolo computer, una videocamera e una scheda wi-fi su un aspirapolvere automatico “Roomba”. Mentre fa le pulizie, l’”Home Crawler” si guarda intorno, riconosce i testi contenuti nelle immagini e li indicizza in un database. Non ricordate dove avete messo le scarpe? Potete cercarle su Gaagle! Il robot, infatti, mette a disposizione un motore di ricerca domestico su una comoda interfaccia web. Basta puntare il proprio browser sull’indirizzo IP del Bot e inserire nel form la marca delle scarpe per avere l’ultima foto scattata all’oggetto e individuarne la posizione. Le istruzioni per l’assemblaggio e il codice sorgente dei programmi si trovano sulla homepage del progetto.
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La UbiSoft ha annunciato che la versione PC di “Assassin’s Creed 2″ includerà una nuova restrizione “anti-pirateria”: per eseguire il videogame sarà indispensabile essere on-line per tutta la durata della sessione di gioco. Lo schema DRM (Digital Rights Management) del programma, infatti, prevede uno scambio continuo di dati tra la macchina dell’utente e i server della UbiSoft. Se la connessione va giù il gioco si interrompe, e si è costretti ad attendere di essere nuovamente on-line per proseguire. Tecnicamente, la mossa di UbiSoft è una nuova sfida per i crackers, costretti a ricostruire un intero protocollo di comunicazione tra un software in loro possesso (il gioco) e un applicativo remoto (il server DRM di UbiSoft). Allo stesso tempo però, la software house francese mette a dura prova la pazienza degli utenti paganti, introducendo una fastidiosissima limitazione nel gameplay. Quando Assassin’s verrà finalmente violato la versione pirata sarà, oltre che più economica, oggettivamente migliore dell’originale.
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